La Tempesta di W. Shakespeare può diventare una bussola.
Ogni opera d’arte chiede di essere utilizzata per il proprio viaggio. 
Shakespeare ha fornito l’immaginario in cui tutti possiamo riconoscerci. Questi incontri inviteranno a percorrere le immersioni che la Tempesta offre, promette, permette. Quello che sta accadendo in questo momento ci riguarda; ciò che accadrà ci riguarda.  Ciò che stiamo vivendo è un tempo sospeso, un passaggio da un prima a un dopo, così come l'isola di Prospero. È una occasione per uscirne trasformati, un'occasione per partecipare, in qualche modo, alla prefigurazione di ciò che sarà.
La Tempesta ci sembra una metafora coinvolgente, un veicolo perfetto per intraprendere un percorso di messa a fuoco di tematiche del mondo sospeso: c’è il tema dello scatenamento della tempesta, del naufragio; c’è l’isola, c'è lo smarrimento dei naufraghi che vi approdano; c'è lo sgomento per un mondo perduto e c'è la paura dell'ignoto per un mondo nuovo, mai visto; c’è il rapporto con l’altro, lo straniero, il "selvaggio"; c'è il tradimento, l’abbandono, il disincanto, la solitudine; ma c'è anche il gioco, la meraviglia, la magia, l’illusione; c’è la creazione di una utopica sintonia con la natura e con gli spiriti del luogo, c'è il reincanto del mondo; c’è la funzione di colui che si prende cura e cura. C’è una storia di trasformazione della sofferenza nella spinta a ricominciare, ma con altri presupposti. Solo avendo patito un comune timore è possibile sentire la spinta verso un futuro condiviso.
Ogni incontro laboratoriale ha visto la presenza di ospiti, tra cui Nadia Fusini, scrittrice e traduttrice di Shakespeare per Feltrinelli Editore, e Loretta Biondi, psicoanalista e presidente della Scuola Lacaniana Psicanalisi, con la supervisione di Michele Cavallo, psicoanalista e membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi e dell'Associazione Mondiale di Picoanalisi.
I temi, i luoghi, i personaggi, i rimandi sono talmente tanti e interessanti che non si corre il rischio di annoiarsi. Oggi più che mai, asserragliati nelle nostre case, le stesse questioni potranno risuonare nella nostra vita quotidiana. 
Ritornare al mondo di prima? Come immaginare il domani?
Ci sono, qui, moltissime scintille capaci di accendere desideri, di gettare bagliori su un mondo possibile.
​​​​​​​Questa storia ci è servita come viaggio condiviso tramite una partecipazione attiva dei partecipanti. Tra le partecipanti una madre e una figlia hanno realizzato un "ambiente digitale" per raccontare la Tempesta.
Gli altri partecipanti del gruppo hanno sviluppato un progetto comune: la realizzazione di una mappa ambientata nell'isola di Budelli che racconta questa navigazione con racconti, immagini e diari sul percorso fatto.

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